Neppure le temperature sotto lo zero hanno spento l’entusiasmo. Domenica 11 gennaio Torino ha accolto il passaggio della Fiamma olimpica dei Giochi invernali di Milano-Cortina con una partecipazione calorosa, fatta di applausi, bandierine e volti sorridenti lungo le strade del centro e nei quartieri attraversati dalla torcia prima dell’arrivo simbolico sotto la Mole Antonelliana. Un viaggio iniziato il sabato sera a Cuneo, in piazza Galimberti, dove si sono alternati 29 tedofori. Tra loro volti noti dello sport e del territorio, come la sciatrice Marta Bassino, il pilota Nicola Dutto e i rappresentanti di Confindustria Cuneo Mariano Costamagna e Giuliana Cirio, a testimonianza del forte legame tra l’evento olimpico e il tessuto imprenditoriale locale. Da lì la Fiamma ha proseguito il suo cammino nella Granda, fino all’approdo serale nel capoluogo piemontese. La mattinata di domenica ha visto protagonista Bra, la “città della Zizzola”, già sotto i riflettori nei giorni scorsi anche grazie a una puntata di Masterchef dedicata alle eccellenze enogastronomiche del territorio. Intorno alle 8.30 la carovana è partita dall’incrocio tra via Cuneo e via Fratelli Rosselli, facendo poi tappa davanti al Municipio in piazza Caduti per la Libertà, dove ad accoglierla c’era l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianni Fogliato. Il percorso, scandito da 18 portatori della fiaccola, si è concluso in piazza Spreintenbach, tra l’abbraccio del pubblico e il tricolore che sventolava lungo le vie. Nonostante il freddo pungente, la partecipazione è stata intensa. L’Associazione Alpini ha offerto bevande calde ai presenti, contribuendo a creare un clima di comunità e condivisione. «Un simbolo che nasce per unire nel segno dello sport, portando con sé un messaggio universale di pace, rispetto e convivenza tra i popoli», ha commentato il sindaco Fogliato, sintetizzando il senso profondo di questo passaggio. A Torino, l’ultimo tratto ha avuto il sapore della festa. Sotto la Mole, ad accendere l’ultimo braciere è stata Benedetta Parodi, ultima tedofora, che ha saputo strappare un sorriso anche in una giornata gelida scherzando con il pubblico: «Posso farvi qualcosa di flambé?». Una battuta che ha chiuso idealmente una giornata carica di significato, confermando come la Fiamma olimpica non sia solo un rito, ma un racconto itinerante capace di unire territori, storie e persone, nel segno dello sport e dei valori olimpici.