Trenta medaglie. Un numero che resterà scolpito nella storia dello sport azzurro. L’Italia saluta i Giochi di Milano-Cortina 2026 con il miglior risultato di sempre alle Olimpiadi invernali: mai gli atleti italiani erano saliti così tante volte sul podio. Un bilancio che vale il quarto posto nel medagliere, alle spalle di potenze come Norvegia, Stati Uniti e Paesi Bassi, dominatori sul ghiaccio.
L’ultima gara, quella del bob a quattro, non ha regalato l’ennesima medaglia, ma ha confermato la competitività azzurra fino all’ultimo metro. L’equipaggio guidato da Patrick Baumgartner, con Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini e Robert Mircea, ha chiuso quinto dopo quattro manche combattute. Oro alla Germania, ma applausi anche per un’Italia capace di lottare in discipline diverse, dallo sci di fondo al biathlon, dal pattinaggio allo snowboard, portando atleti tra i primi tre in quasi dieci sport differenti. Il dato delle trenta medaglie racconta di un movimento cresciuto nel tempo, costruito con pazienza e programmazione. E se il podio assoluto del medagliere è sfuggito per un soffio, resta la consapevolezza di aver compiuto un salto di qualità.
Un risultato che, sommato ai successi estivi di Parigi 2024, proietta l’Italia stabilmente tra le prime quattro nazioni sportive al mondo. Ma non è stato solo il medagliere a parlare. Nella mattinata conclusiva, l’assemblea del Comitato Olimpico Internazionale riunita a Milano ha tributato una vera e propria standing ovation alla Fondazione organizzatrice. A raccontarlo è stato il presidente del comitato organizzatore, Giovanni Malagò, visibilmente emozionato: un applauso collettivo, con tutti in piedi, per celebrare un’edizione che ha convinto sotto il profilo sportivo e organizzativo. Soddisfazione condivisa anche dal numero uno del Coni, Luciano Buonfiglio, che ha parlato di “Olimpiade da trenta e lode”: trenta come le medaglie, lode per una macchina organizzativa che ha funzionato, per l’entusiasmo diffuso e per la capacità di fare sistema. Parole che fotografano un clima di orgoglio nazionale, accompagnato dalla consapevolezza delle infrastrutture realizzate e delle opportunità lasciate in eredità ai territori.
Non sono mancate, come sempre accade in eventi di questa portata, letture politiche e rivendicazioni. Ma al di là delle bandiere, resta l’immagine di stadi pieni, piste gremite e milioni di telespettatori collegati da tutto il mondo.
Restano i sorrisi degli atleti, le lacrime di gioia, le storie di sacrificio e riscatto che hanno attraversato queste settimane. Milano-Cortina 2026 si chiude così: con un record storico, un applauso internazionale e la sensazione di aver scritto una pagina che va oltre lo sport.
Trenta medaglie non sono solo un numero. Sono il simbolo di un Paese che, quando crede in un progetto condiviso, sa sorprendere e sorprendersi.