Si chiude il sipario sulla quattordicesima edizione dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 e per l’Italia rimane un risultato destinato a entrare nella storia. La delegazione azzurra termina la manifestazione con 16 medaglie complessive – 7 ori, 7 argenti e 2 bronzi – conquistando il quarto posto nel medagliere mondiale e firmando il miglior risultato di sempre per il movimento paralimpico italiano.
Quando si spengono le fiamme dei bracieri olimpici tra Milano e Cortina, resta accesa una consapevolezza nuova: lo sport paralimpico è ormai una realtà capace di emozionare, unire e raccontare storie di grande valore umano e sportivo. Il medagliere finale parla chiaro e racconta un percorso straordinario fatto di talento, determinazione e spirito di squadra. Il bottino azzurro supera nettamente il precedente record di Lillehammer 1994, quando l’Italia si fermò a 13 medaglie.
Un primato che resisteva da oltre trent’anni e che è stato superato già prima della cerimonia di chiusura dei Giochi, con una serie di risultati che hanno continuato ad arrivare fino agli ultimi giorni di gare. Tra i grandi protagonisti di questa straordinaria avventura ci sono nomi destinati a rimanere nella memoria collettiva dello sport italiano. Giacomo Bertagnolli e Chiara Mazzel hanno regalato emozioni sulle piste, mentre nello snowboard gli azzurri Jacopo Luchini, Emanuel Perathoner e René De Silvestro hanno trasformato ogni discesa in una sfida da podio, contribuendo in modo decisivo al medagliere italiano.
In cima alla classifica mondiale domina la Cina, che chiude i Giochi con 44 medaglie complessive – 15 ori, 13 argenti e 16 bronzi – confermandosi una delle grandi potenze dello sport paralimpico. Al secondo posto gli Stati Uniti con 24 medaglie, trascinati soprattutto dal dominio nel Para Ice Hockey, dove la nazionale americana ha conquistato il quinto oro consecutivo. Terza posizione per la Russia, tornata a competere sotto i propri colori nazionali dopo dodici anni di assenza e capace di conquistare otto ori con una delegazione ridotta.
Ma al di là delle classifiche e dei numeri, Milano-Cortina 2026 lascia un’eredità ancora più importante. Ogni medaglia racconta una storia di resilienza, sacrificio e passione. Storie che parlano di sport, ma soprattutto di vita. E in queste storie l’Italia ha saputo essere protagonista come mai prima d’ora. Un risultato che non è solo un record, ma il segno di un movimento in continua crescita e di un Paese che guarda con sempre maggiore attenzione e rispetto al valore dello sport paralimpico.